L’esperienza tecnica dei publisher nel campo advertising

Già da diversi anni, coloro che si affacciano al web con un nuovo sito o blog, lo fanno per motivi ben precisi: il primo è quello di rappresentare aziende o tipologie di lavoro, questo è il caso di siti istituzionali, il secondo è quello di pubblicare informazioni e ricavare qualcosa con l’inserimento di banner pubblicitari.

Non ci occuperemo in questo articolo dei siti “statici” ovvero siti aziendali o che comunque non hanno periodicità di pubblicazione di nuovi contenuti, ma parlando di advertising, ci occuperemo dei siti che veicolano informazioni come blog o siti di news (esempio: quotidiani e testate giornalistiche).

La scelta pubblicitaria in relazione alla preparazione tecnica dell’editore

Chi dà vita ad un nuovo sito di news, sa bene che è necessario far trascorrere un certo periodo di tempo per far si che i motori di ricerca digeriscano i contenuti prima di vedere risultati soddisfacenti in termini di traffico. Proprio il traffico diviene un elemento fondamentale per una buona riuscita pubblicitaria in termini di ricavi economici.

Normalmente gli editori che hanno un sito a basso traffico si affacciano al campo pubblicitario con l’ormai conosciutissimo adSense, il servizio Google che permette, per mezzo di un’apposita piattaforma, di implementare banner pubblicitari da inserire nel sito grazie a piccoli tag di codice.

Man mano che il sito cresce, le opzioni per remunerare con l’advertising diventano diverse e possono macroscopicamente essere identificate così:

  1. Vendita di spazi in modo diretto
  2. Inserimento in autonomia di spazi pubblicitari “indiretti” (google adsense per l’appunto)
  3. Inserimento di spazi ADV per mezzo di una concessionaria pubblicitaria che gestisce i formati grazie alla tecnologia “programmatic“.

Abbiamo già visto il secondo caso, lo stesso richiede un grado di preparazione da parte dell’utente di medio-basso.

Il primo caso invece consiste in un’attività commerciale diretta tra l’editore e l’inserzionista che può essere un imprenditore, un professionista o chiunque vuole “affittare” uno spazio sul sito per pubblicizzare qualcosa (servizio, prodotto, azienda, evento etc…). In tal caso la remunerazione è corrisposta direttamente dall’inserzionista ed è in funzione di una trattativa privata limitata nel tempo.

La pubblicità in Programmatic e il servizio Self Service

Il terzo caso, quello della pubblicità in programmatic, questa si basa su una tecnologia messa a disposizione da una concessionaria Adv che si occupa di pubblicare spot su banner e formati pubblicitari di varia natura (video adv, correlati, banner standard etc) che vengono gestiti da ad-server all’interno dei quali diverse SSP (Supply Side Platform) creano aste in tempo reale tra diversi inserzionisti. Chi vince l’asta pubblica il suo annuncio.

Servizio Self service La remunerazione in quest’ultimo caso è corrisposta dalla concessionaria che eroga il servizio.

La preparazione dell’editore in questo caso normalmente è di due livelli:

  • L’editore che già sa come funziona l’ambiente ADV
  • L’editore che invece si affida alla concessionaria per ottimizzare i tempi e per farsi consigliare sull’inserimento dei banner nel sito.

Nel primo caso l’editore che vuole inserire pubblicità con tecnologia in programmatic, ma che ama il “fai da te” si affida al servizio Self Service per mezzo del quale sceglie in totale autonomia i formati pubblicitari che desidera inserire nelle posizioni di suo gradimento.

Nel secondo caso invece l’editore gode anche della preparazione e del know-how dei tecnici della concessionaria e viene guidato passo passo nell’ambiente adv oltre ad essere consigliato in merito ai formati da usare e alle posizioni da occupare nel sito.

 

 

By Published On: 17/05/2022Tags:

Leave A Comment

Articoli correlati: