Covid-19: le ripercussioni sull’advertising

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Il vento della tempesta Covid-19 oltre ai danni alla salute come ben sappiamo sta producendo una crisi economica in tutti i settori commerciali che non si era mai vista dal dopoguerra ad oggi, e purtroppo anche il mondo dell’advertising non si salva.

Ovviamente se è vero che l’anima del commercio è la pubblicità, è anche vero che con il crollo delle vendite anche la promozione di fatto subisce un contraccolpo che si manifesta a tutti i livelli della catena economica.

Un recentissimo studio di BVA Doxa, riportato in un articolo sul sito brand-news.it (fonte), ha messo in evidenza quanto la drammaticità della pandemia in corso sta influenzando gli investimenti delle aziende italiane e non solo.

Il rapporto è chiaro: il 49% delle aziende italiane per effetto del coronavirus, ridurrà e in parte ha già ridotto gli investimenti in advertising, e il 45% taglierà le attività di marketing.

Gli effetti e le verità di questo rapporto, nel campo dell’advertising sono riscontrabili in variazioni di traffico “anomali” per i siti web di diversi comparti.

I settori più influenzati dal Covid-19 nell’advertising

I siti che vengono principalmente utilizzati per la scuola, il lavoro, i viaggi, la vendita al dettaglio, gli immobili, lo sport, ecc. sono quelli che subiscono evidentemente un forte calo mentre i siti di intrattenimento (giochi, ecc.), cucina, salute, notizie locali ecc. potrebbero vedere aumenti di visite anche importanti, e dovranno strutturarsi per gestire il picco di traffico lato hosting e piattaforma CMS. 

Il rendimento pubblicitario, che vede già i valori di “CPM” in calo di anno in anno in tempi ordinari, in questo particolare periodo si posizionano su valori ancor più bassi proprio perché l’economia digitale segue generalmente l’economia generale, e per ora la situazione è di forte sofferenza. Il Covid-19 fa si che innumerevoli aziende stanno sospendendo i loro acquisti di annunci online (Disneyworld, compagnie aeree, viaggi, vendita al dettaglio, palestre, eventi, inserzionisti locali, ecc.). Questo non solo rimuove i loro budget dal mercato, ma riduce anche la concorrenza nelle aste pubblicitarie in programmatic, deprimendo i prezzi dei CPM e i fill rate per tutti.

Prospettive positive per la ripartenza

La buona notizia è che i budget vengono decisi ad inizio anno, divisi per i vari trimestri (quarter), e quello che si è sospeso nel primo trimestre del 2020 a causa della pandemia, dovrebbe essere aggiunto nei trimestri successivi, quando l’emergenza sarà finita e riprenderemo a lavorare a regime ordinario. 

Inoltre è probabile che i governi per rilanciare l’economia dei vari paesi immettano liquidità (come già annunciato) sul mercato, fornendo una spinta decisa per la ripresa della produzione e per l’interscambio economico e questo potrebbe essere un aspetto molto positivo per la pubblicità che ricomincerebbe a posizionarsi su livelli sicuramente più alti legati all’aumento della concorrenza e quindi della maggiore richiesta di sponsorizzazione.

Cosa fare intanto?

Oltre a sperare che presto venga risolta la crisi sanitaria ed economica è necessario resistere! Sul web e per chi vive di pubblicità sui propri siti (gli editori) la parola d’ordine è “non mollare” continuare a spingere facendo bene il proprio lavoro, sopratutto per coloro che gestiscono siti di news e siti culturali.

Il momento negativo potrebbe presto finire e potremo gustare la bellezza del recupero successivo post tempesta.

(Fonte immagine https://www.brand-news.it/wp-content/uploads/2020/03/COVID19_Business.jpg)

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