TCF 2.0 – Cosa cambia dal 15 Agosto e l’impatto sulla pubblicità programmatica

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Chi opera nel campo della pubblicità programmatica online ha ormai familiarizzato con i termini TCF, privacy, GDPR, consenso preventivo e negli ultimi tempi anche con la Transparency and Consent Framework 2.0.

Ebbene negli ultimi anni abbiamo assistito ad una serie di implementazioni e cambiamenti che sono stati messi in atto per tutelare i dati personali che vengono raccolti durante la navigazione sul web da parte di società che usano gli stessi per fini commerciali.

Il TCF 2.0 o più esplicitamente il Transparency and Consent Framework 2.0, già attivo nella sua attuale versione 1.1 da tempo, per la “registrazione” delle preferenze pubblicitarie dell’utente prenderà ufficialmente il via dal 15 Agosto 2020.

Perché registrare i dati della navigazione web

I dati di navigazione, veicolati e raccolti per mezzo dei famosi “cookie” sono per le aziende che si occupano di pubblicità una risorsa incredibile, la raccolta delle abitudini di navigazione permette a tali soggetti di indirizzare le campagne pubblicitarie in modo “intelligente” verso gli utenti.

Per chi ancora non ha familiarità con l’argomento ecco un esempio molto semplificato:

Se è mia abitudine navigare sul web su siti che trattano automobili, i cookie (piccole porzioni di codice che non vediamo durante la navigazione ma che automaticamente vengono scaricati nel nostro device) comunicano tale abitudine ad aziende terze che grazie a sofisticati sistemi indirizzeranno agli spazi pubblicitari dei siti che visiterò specifici annunci pubblicitari della categoria autovetture. Per cui se visitando il mio quotidiano preferito troverò lo spot (banner, video etc.) che illustra un nuovo modello di auto o accessori per la stessa, non dovrò certo stupirmi…

Vantaggi per chi pubblicizza e per chi legge

Quanto sopra ha un doppio scopo:

il primo è quello di soddisfare il bisogno dell’utente fornendogli pubblicità che probabilmente gradisce perché tratta argomenti di suo interesse;

il secondo è quello di favorire chi vende i prodotti poiché il suo investimento pubblicitario arrivando specificatamente agli utenti interessati probabilmente produce maggiore ritorno dalle vendite (incremento del ROI).

Ma allora, perché è necessario un framework per la registrazione delle preferenze dell’utente?

La risposta è semplice, per tutelare il diritto alla privacy di ogni cittadino che naviga sul web.

Cosa fa il framework (TCF)

General Data Protection Regulation

In seguito all’entrata in vigore del GDPR (Maggio 2018), è stato attuata una regolamentazione più severa e articolata dei principi che regolano la privacy sul web, in quest’ambito entrò in gioco il Transparency and Consent Framework di IAB (TCF), creato per stabilire uno standard per la raccolta e la condivisione del consenso al trattamento dei dati e alla relativa erogazione degli annunci pubblicitari profilati.

La versione 1.1 del framework, che non trovò il consenso di Google ( la 2.0 si), permetteva e permette di avere nei confronti degli utenti un approccio che si basa sulla trasparenza e avere pieno controllo sulle “finalità del trattamento”.

La versione 2.0 del TCF, pur mantenendo le caratteristiche della versione precedente, estende la facoltà degli utenti di poter scegliere in modo più “granulare” (quindi più nel dettaglio) e in modo più consapevole come deve gestire il trattamento dei propri dati personali.

Implementazioni sulla TCF 2.0Transparency and Consent Framework 2.0

Scelta

La finalità del trattamento viene estesa con ulteriori 5 punti chiave che si aggiungono ai 5 precedenti:

  1. Archiviare e/o accedere a informazioni su un dispositivo
  2. Selezionare annunci basici (basic ads)
  3. Creare un profilo di annunci personalizzati
  4. Selezionare annunci personalizzati
  5. Creare un profilo di contenuto personalizzato
  6. Selezionare contenuti personalizzati
  7. Valutare le performance degli annunci
  8. Valutare le performance dei contenuti
  9. Applicare ricerche di mercato per generare approfondimenti sul pubblico
  10. Sviluppare e perfezionare i prodotti

A questo vengono inoltre aggiunte due finalità speciali:

  1. Garantire la sicurezza, prevenire frodi e debug
  2. Selezionare contenuti personalizzati

Trasparenza

E’ stata migliorata la gestione dell’interesse legittimo (sono stati inseriti più segnali che obbligano Consent Management Platform ad offrire agli utenti la possibilità di esercizio del diritto di opporsi al trattamento sulla base di un interesse legittimo direttamente dall’interfaccia web.

Controllo

Gli editori possono controllare in modo più “granulare” e capillare le finalità del trattamento dei dati in base a consenso, interesse legittimo o entrambe.

Informativa

La piattaforma, operando con il principio di maggiore trasparenza sarà più completa e avrà descrizioni più dettagliate in merito ai trattamenti e alle proprie scelte.

Perché gli editori devono essere in regola?

Innanzitutto perché è legge. Tra l’altro le sanzioni sono importanti e hanno (così come la legge) valore in ambito europeo. Si ricorda che la multa per trattamenti irregolari possono ammontare fino a 20 milioni di euro o fino al 4% dei ricavi annuali.

Detto questo inoltre c’è da ricordare che le pubblicità in programmatic vengono gestite da società e agenzie che vengono in possesso dei dati dei visitatori e dunque erogano gli spot in quei siti dove è accertata la regolarità con il TCF. Del resto non ricevendo il consenso al trattamento dei dati tali società non potranno visualizzare pubblicità in modo “profilato” e quindi la resa economica degli spazi (qualora visualizzati in modo casuale quindi non profilato) sarà molto limitata.

Dunque i siti che veicolano pubblicità indiretta dovranno adeguarsi e il miglior modo per poterlo fare è aderire a delle piattaforme che in automatico possono gestire tutti i dettagli del TCF 2.0.

Se sei un editore del network Projectadv, contattaci e scopri come possiamo aiutarti >>

(Fonte articolo: IAB)

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